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Legion d'Onore, Corrado Augias nell'ambasciata di Francia restituisce il riconoscimento: "Un gesto simbolico e amaro" 1

Legion d’Onore, Corrado Augias nell’ambasciata di Francia restituisce il riconoscimento: “Un gesto simbolico e amaro”

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L’ambasciatore Masset lo riceve: “Francia impegnata sui diritti umani”. Lui replica: “Si impegni in modo più visibile per Regeni e Zacky”

ROMA – Corrado Augias esce di mattino presto con la Legion d’Onore francese nello zaino. La custodisce in un cofanetto di pelle rossa con la cornice d’oro, che apre con cura e tristezza nel giardino di casa, a Roma. È un ordine istituito da Napoleone Bonaparte nel 1802, quando era console. “È l’onorificenza più alta della Repubblica francese, un altissimo riconoscimento al valore militare, per questo c’è il nastro rosso, che richiama il sangue. Ma è un riconoscimento anche ai meriti sociali e civili”, spiega. Non ne vuole fare una questione personale: “Non ricordo nemmeno l’anno preciso in cui l’ho ricevuta. Mi fece molto piacere, certo, ma il mio gesto amaro era inevitabile. Lo dedico alla memoria di Giulio Regeni, il giovane accademico torturato e ucciso in Egitto, i dettagli di quelle torture sono stati resi noti dalla Procura di Roma proprio mentre il Presidente Al-Sisi riceveva da Macron questa stessa Legion d’Onore. Ma lo dedico anche alla Francia, patria d’origine della mia famiglia e dell’Illuminismo che ha illuminato, appunto, il mondo, ma ogni tanto ha bisogno di essere riacceso”.

Il gesto è la riconsegna della Legion d’Onore all’ambasciata francese di Roma, annunciato in una lettera aperta ieri sulla prima pagina di Repubblica. Con un tweet, l’ambasciatore francese Christian Masset ha risposto a quello sfogo: “Ho grande rispetto per Corrado Augias, la Francia è in prima linea per i diritti umani e non fa compromessi. Più casi sono stati discussi durante la visita del Presidente Al-Sisi a Parigi, nel modo più adeguato e con più efficacia”.

Fonte:https://www.repubblica.it/cronaca/2020/12/14/news/augias_legion_d_onore-278293345/

blob:https://video.repubblica.it/60c9bb2b-ea2b-4a22-9511-744e0c78389d


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FENIX, il nuovo Museo della Migrazione ha aperto a Rotterdam

FENIX, il nuovo Museo della Migrazione ha aperto a Rotterdam

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“Questa è una storia universale. Le persone a un certo punto della loro vita prendono una decisione, sia che sia costretta dalla guerra, dalla povertà, da ragioni religiose o da qualcos’altro. Decidono di mettere tutto quello che hanno in una o due valigie e di fare questo viaggio in un nuovo mondo e ricominciare tutto da capo. Quello che vogliamo fare è capire l’emozione e mostrare l’emozione.”, con queste parole il Presidente della Fondazione Droom en Daad, il signor Pijbes, ex direttore generale del famoso Rijksmuseum di Amsterdam, ha presentato il nuovo Museo della Migrazione che ha aperto a Rotterdam.

Un’emozione che inizia dal luogo scelto come sede del museo, il magazzino Fenix ha infatti una storia particolare. È stato costruito nel 1923 ed era considerato il più grande magazzino del mondo, nel tempo la sua storia si è intrecciata con quella della città di Rotterdam, compresa la distruzione in seguito ai bombardamenti della seconda guerra mondiale, a cui sono seguite numerose e continue riparazioni negli anni ’40 e ’50 del XX secolo.

Il museo sarà il primo progetto culturale europeo dell’architetto Ma Yansong, fondatore di MAD Architects. Per preservare l’identità storica del luogo e dell’edificio, l’architetto ha deciso di conservare la struttura originale in cemento svuotandone però il centro. Nella parte centrale dell’edificio sarà inserita infatti una scenografica scala a forma di tornado. Si tratta in realtà di due scale a chiocciola che si muovono nello spazio con ritmi e raggi di curvatura diversi, per poi congiungersi nella piattaforma di osservazione superiore. Le scale si sviluppano quindi dal pianoterra fino a sfondare il tetto e proseguire oltre, rompendo la staticità e la grande scala del magazzino originale e dando vita, nei diversi piani dell’edificio, a spazi più intimi e di dimensioni più contenute. “Da lontano, la piattaforma e la scala sembrano un’unica entità” ha spiegato l’architetto Ma Yansong aggiungendo poi che viste da vicino queste strutture saranno percepite come un’opera scultorea da esplorare e che non solo rappresentano la storia del luogo e della migrazione europea, ma simboleggiano anche il futuro della città di Rotterdam.

Fonti

https://design.fanpage.it/fenix-il-nuovo-museo-della-migrazione-ha-aperto-a-rotterdam/

https://www.floornature.it/mad-architects-fenix-museum-migration-iniziano-i-lavori-rott-15889/

Visita il sito del Fenix

https://fenix.nl/en/fenix-english/


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Un futuro incerto per i migranti extraeuropei in Svizzera 3

Un futuro incerto per i migranti extraeuropei in Svizzera

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Terra di immigrazione da decenni, la Svizzera non sembra però essere un’allieva modello in termini di integrazione. Secondo uno studio comparativo internazionale, è ancora tra i paesi del Vecchio Continente che fanno meno sforzi per fornire stabilità a lungo termine agli immigrati non europei.

La Svizzera non offre un futuro sicuro agli immigrati, afferma lo studio. Pubblicato mercoledì, il MIPEX (Migrant Intergration Policy Index) confronta le politiche di integrazione di 52 paesi e stila una classifica. La Confederazione si colloca al 25° posto, dietro a Francia, Germania, Italia e Regno Unito. Ottiene 50 punti su 100, pari a sette o otto punti in meno del punteggio medio degli altri paesi dell’Europa occidentale.

Oltre l’80% della popolazione straniera residente in Svizzera proviene da un Paese europeo. Beneficiando dell’accordo sulla libera circolazione delle persone è libera di venire a lavorare e stabilirsi nella Confederazione. Per i cittadini non europei, invece, la situazione è complicata.

Lo studio colloca la Svizzera tra i paesi che offrono ai migranti di paesi terzi delle possibilità di integrazione temporanea, ma non la garanzia di potersi stabilire in modo permanente. Una posizione simile a quelle di Austria e Danimarca. “Questi paesi compiono solo metà del percorso per garantire ai migranti diritti fondamentali e pari opportunità. Le loro politiche incoraggiano la popolazione a vedere gli immigrati come stranieri e non come persone uguali e vicini di casa”, commentano i ricercatori.

L’indice mostra inoltre che la politica di integrazione della Confederazione nell’ultimo decennio non è cambiata. “L’approccio svizzero s’inserisce in una forma di continuità”, osserva Gianni D’Amato, direttore del Forum svizzero per lo studio delle migrazioni (SFM), che partecipa all’elaborazione del MIPEX. La Svizzera vuole usufruire dei vantaggi economici della migrazione, ma il suo obiettivo non è l’integrazione a lungo termine, analizza il professore. “Il messaggio che il paese rivolge ai migranti è: siete i benvenuti, ma non in troppi e non per tutta la vita. Occorre mantenere il controllo per poter limitare il numero di immigrati”, afferma.

Fonte: https://www.swissinfo.ch/ita/politica/confronto-internazionale_un-futuro-incerto-per-i-migranti-extraeuropei-in-svizzera/46216046

Per maggiori informazioni

Due milioni di stranieri in Svizzera, ma chi sono?https://www.swissinfo.ch/ita/serie-migrazione-parte-1-_due-milioni-di-stranieri-in-svizzera-ma-chi sono/42412006#:~:text=Oltre%20l’80%25%20proviene%20da,tutti%20gli%20stranieri%20in%20Svizzera.


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Non ha accolto i migranti: la corte Ue condanna l'Ungheria 2

Non ha accolto i migranti: la corte Ue condanna l’Ungheria

Il diritto dell’Unione è stato violato in vari punti, secondo la sentenza

BRUXELLES – «L’Ungheria è venuta meno agli obblighi del diritto dell’Unione europea in materia di procedure di riconoscimento della protezione internazionale e di rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare».

Lo ha stabilito la Corte di giustizia dell’Unione europea in una sentenza pubblicata oggi. In particolare ha violato del diritto dell’Unione per «la limitazione dell’accesso alla procedura di protezione internazionale, il trattenimento irregolare dei richiedenti in zone di transito nonché la riconduzione in una zona frontaliera di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare, senza rispettare le garanzie della procedura di rimpatrio».

La Corte ha di fatto accolto la parte essenziale del ricorso per inadempimento presentato dalla Commissione europea contro l’Ungheria. Ed ha stabilito che «è venuta meno al proprio obbligo di garantire un accesso effettivo alla procedura di riconoscimento della protezione internazionale, in quanto i cittadini di paesi terzi che desideravano accedere, a partire dalla frontiera serbo-ungherese, a tale procedura si sono trovati di fronte, di fatto, alla quasi impossibilità di presentare la loro domanda».

Per la Corte è poi una violazione delle norme europee anche «l’obbligo imposto ai richiedenti protezione internazionale di rimanere in una zona di transito durante l’intera procedura di esame della loro domanda», che «costituisce un trattenimento».

Infine, l’Ungheria è venuta meno agli obblighi della direttiva “rimpatrio”, «in quanto la normativa ungherese consente di allontanare i cittadini di paesi terzi il cui soggiorno nel territorio è irregolare senza rispettare preventivamente le procedure e le garanzie previste da tale direttiva».

Fonte:https://www.tio.ch/dal-mondo/cronaca/1481286/unione-ungheria-procedura-diritto-ue


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Il messaggio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Michelle Bachelet, in occasione della Giornata dei Diritti Umani 2020 1

Il messaggio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Michelle Bachelet, in occasione della Giornata dei Diritti Umani 2020

MICHELLE BACHELET -Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani

GIORNATA MONDIALE DEI DIRITTI UMANI 2020

La Giornata dei diritti umani di quest’anno cade in un momento che non dimenticheremo mai. Il COVID-19 ci ha preso d’assalto e ha scosso il nostro mondo, seguito da una straordinaria opportunità di riprendersi meglio. Questa Giornata dei Diritti Umani è una chiamata all’azione. Un invito a tutti noi a cogliere questa opportunità e a costruire il mondo che vogliamo. Per questo, dobbiamo accettare le lezioni di questa crisi.

La prima: porre fine a qualsiasi tipo di discriminazione. Le condizioni esistenti che rendono gli individui più fragili e le differenze nel rispetto dei diritti umani hanno reso la società più vulnerabile. Se qualcuno è a rischio, tutti sono a rischio. La discriminazione, l’esclusione e le altre violazioni dei diritti umani danneggiano tutti noi.

La seconda: ridurre le disuguaglianze ampiamente diffuse. La protezione sociale universale, la copertura sanitaria universale e altri sistemi per il rispetto dei diritti fondamentali non sono un lusso. Essi sono alla base delle società e possono contribuire ad un futuro più equo.

La terza: incoraggiare la partecipazione, soprattutto dei giovani. Tutte le voci hanno diritto ad essere ascoltate.

La quarta: aumentare ed intensificare la nostra determinazione e i nostri sforzi per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, un’Agenda concreta per i diritti umani universali. Queste non sono solo le cose giuste da fare, sono le cose intelligenti da fare. E c’è solo un modo per farlo: difendere i diritti umani. Perché i diritti umani danno vita a società eque e solide. Sono la risposta a questa crisi umanitaria. Come l’emergenza climatica, il COVID-19 ci ricorda che siamo legati ad un’unica umanità. Dobbiamo agire. Lavorando insieme, possiamo riprenderci meglio. Con una profonda solidarietà possiamo costruire un mondo più resiliente, sostenibile e giusto.

Unitevi a me nel difendere i diritti umani.

Fonte: https://www.standup4humanrights.org/en/index.html


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BARÇA: GRIEZMANN INTERROMPE LA COLLABORAZIONE CON HUAWEI A SOSTEGNO DEGLI UIGURI

Barça: Griezmann interrompe la sua collaborazione con Huawei a sostegno degli Uiguri

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L’attaccante francese del Barcellona Antoine Griezmann ha annunciato giovedì la fine della sua collaborazione con la società cinese Huawei, sospettata di aver istituito un sistema di riconoscimento facciale per gli uiguri, perseguitati in Cina.

Dopo la storica interruzione della partita PSG-Basaksehir di martedì sera in Champions League, questa è un’altra dichiarazione forte da parte di un personaggio del mondo del calcio. Un noto giocatore: Antoine Griezmann. L’attaccante francese del Barcellona ha annunciato giovedì, in un comunicato stampa, che “terminerà immediatamente” la sua collaborazione con la società cinese Huawei, a sostegno della comunità uigura, perseguitata in Cina.

“Invito Huawei non solo a negare queste accuse, ma ad agire per condannare al più presto questa repressione”.

“A seguito dei forti sospetti che Huawei abbia contribuito allo sviluppo di un programma di ‘Allarme uiguro’ utilizzando un software di riconoscimento facciale, annuncio che sto mettendo immediatamente fine alla mia partnership con questa azienda”, spiega il campione del mondo.

“Colgo l’occasione per invitare Huawei non solo a negare queste accuse, ma ad agire concretamente il più presto possibile per condannare questa repressione di massa e per usare la sua influenza per contribuire al rispetto dei diritti umani e delle donne nella società.”

Fonte: https://rmcsport.bfmtv.com/football/barca-en-soutien-aux-ouighours-griezmann-rompt-son-partenariat-avec-huawei-2016820.html


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L'UE adotta un regime di sanzioni individuali in stile "Magnitsky" per gravi violazioni dei diritti umani 1

L’UE adotta un regime di sanzioni individuali in stile “Magnitsky” per gravi violazioni dei diritti umani

Il 7 dicembre 2020, l’UE ha adottato formalmente un regolamento che prevede un nuovo regime di sanzioni individuali in stile “Magnitsky” per gravi violazioni dei diritti umani, solo un paio di giorni prima del 10 dicembre – Giornata delle Nazioni Unite per i diritti umani. Il passo, a 72 anni dall’adozione della Dichiarazione universale dei diritti umani, dovrebbe dare un contributo significativo al progresso generale dei diritti umani, rafforzando la capacità della comunità internazionale di rendere gli individui responsabili di decisioni o azioni che portano a gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani.

Il nuovo Eu Global Human Rights Sanctions Regime conferisce all’UE il potere di congelare fondi e risorse economiche e di imporre divieti di circolazione alle persone coinvolte in gravi violazioni dei diritti umani, tra cui genocidio, schiavitù, tortura, esecuzioni extragiudiziali, arresti o detenzioni arbitrari. Anche altre violazioni o altri abusi dei diritti umani possono rientrare nel campo di applicazione del regime sanzionatorio qualora tali violazioni o abusi siano diffusi, sistematici o comunque motivo di seria preoccupazione per quanto concerne gli obiettivi di politica estera e di sicurezza comune stabiliti dal trattato (articolo 21 Tue). Spetterà al Consiglio, su proposta di uno Stato membro o dell’Alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza, stabilire, rivedere e modificare l’elenco delle sanzioni.

Il primo “Global Magnitsky Act” (cosiddetto perché può essere utilizzato per affrontare le violazioni dei diritti umani commesse ovunque) è stato firmato dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama nel 2012, ed è stato originariamente utilizzato per colpire i funzionari russi ritenuti responsabili della morte dell’avvocato fiscale russo Sergei Magnitsky. Da allora gli Stati Uniti sono stati raggiunti nell’istituzione di tali regimi di responsabilità dal Canada, dagli Stati Baltici e dal Regno Unito.

Si dice che anche altri paesi, tra cui il Giappone e l’Australia, stiano prendendo in considerazione tali provvedimenti. In particolare, il 6 dicembre 2020, la Commissione parlamentare bi-partisan degli affari esteri dell’Australia ha raccomandato all’unanimità al governo di approvare un Magnitsky Act australiano e ha incluso un progetto di proposta legislativa a sostegno della sua raccomandazione, gettando le basi affinché l’Australia diventi il 35° Paese ad adottare un tale regime di sanzioni per i diritti umani.

Un Magnitsky Act dell’UE (anche se non si chiamerà così perché l’UE non vuole che la Russia sia vista come il solo bersaglio) è particolarmente potente, considerando il peso economico globale del blocco, e poiché molti responsabili di gravi violazioni dei diritti umani (ad esempio politici, ufficiali dell’esercito, capi della polizia, finanzieri, uomini d’affari corrotti) hanno conti bancari e/o seconde case in Europa.

Nel 2018 i Paesi Bassi hanno iniziato a muoversi verso un regime sanzionatorio dell’UE. Parlando con i suoi colleghi europei di allora, il ministro degli Esteri olandese Stef Blok ha osservato che, mentre la comunità internazionale ha fatto enormi progressi nel campo dei diritti umani dall’adozione della Dichiarazione universale, resta il fatto che, dopo sette decenni, i diritti umani siano sotto pressione nella maggior parte del mondo. In gran parte perché, ha sostenuto, coloro che commettono terribili abusi dei diritti umani spesso “la fanno franca”.

“Come ci ha detto Eleanor Roosevelt”, dobbiamo sempre chiederci “come possiamo continuare a rafforzare il sistema dei diritti umani […] Le regole sono regole”, come dice il detto olandese. “Ma solo se infrangere le regole ha delle conseguenze”.

Gli otto membri del Consiglio nordico – Danimarca, Finlandia, Islanda, Svezia, Norvegia, Isole Faroe, Groenlandia e Åland – hanno inoltre indicato che aderiranno al nuovo regime di sanzioni individuali dell’UE.

Fonte: https://www.universal-rights.org/uncategorized/eu-adopts-magnitsky-style-individual-sanctions-regime-for-grave-human-rights-violations/


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Messaggio del Segretario Generale per la Giornata Mondiale dei Diritti Umani 2020

Messaggio del Segretario Generale per la Giornata Mondiale dei Diritti Umani 2020

IL SEGRETARIO GENERALE

GIORNATA MONDIALE DEI DIRITTI UMANI 2020

“SOSTENERE I DIRITTI UMANI PER UNA RIPRESA MIGLIORE”

10 dicembre 2020

La pandemia del COVID-19 ha rafforzato due verità fondamentali sui diritti umani.

Innanzitutto, le violazioni dei diritti umani danneggiano noi tutti.

Il COVID-19 ha avuto un impatto sproporzionato su gruppi vulnerabili quali lavoratori in prima linea, persone con disabilità, anziani, donne e ragazze, minoranze.

Il virus ha accentuato povertà, disuguaglianza, discriminazione; la distruzione del nostro ambiente naturale e le lacune nella tutela dei diritti umani hanno creato fragilità enormi nelle nostre società.

Al tempo stesso, la pandemia minaccia i diritti umani, fornendo il pretesto per sproporzionate risposte di sicurezza e misure repressive che riducono spazio civico e libertà di informazione.

La seconda verità evidenziata dalla pandemia è che i diritti umani sono universali e proteggono tutti noi.

Una risposta effettiva alla pandemia deve fondarsi su solidarietà e cooperazione.

Approcci divisivi, autoritarismo e nazionalismo non hanno alcun senso contro una minaccia globale.

Le persone e i loro diritti devono essere al centro delle risposte e della ripresa. Occorrono quadri di riferimento universali come la copertura sanitaria per tutti per sconfiggere questa pandemia e tutelarci per il futuro.

La mia richiesta di Azione per i diritti umani scandisce il ruolo centrale dei diritti umani nella risposta alle crisi, per l’uguaglianza di genere, la partecipazione pubblica, la giustizia climatica e lo sviluppo sostenibile.

In questa Giornata e ogni giorno, poniamo i diritti umani al centro della nostra azione collettiva per recuperare dalla pandemia del COVID-19 e costruire un futuro migliore per tutti.


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Gli Stati Uniti bloccano le importazioni di cotone dello Xinjiang a fronte del "lavoro degli schiavi" uiguri

Gli Stati Uniti bloccano le importazioni di cotone dello Xinjiang a fronte del “lavoro degli schiavi” uiguri

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Gli Stati Uniti hanno bloccato le importazioni dalla regione cinese dello Xinjiang, dove un milione di musulmani uiguri sono detenuti nei campi di lavoro.

La US Customs and Border Protection Agency (Dogane e Polizia di Frontiera degli Stati Uniti), mercoledì ha dichiarato che il suo ‘Withhold Release Order’, ovvero la trattenuta dell’ordine di rilascio, avrebbe messo al bando tutti i prodotti in cotone provenienti dal Corpo di Produzione e Costruzione cinese nello Xinjiang, uno dei maggiori produttori cinesi, ha riferito la Reuters.

Il divieto di importazione del cotone è dovuto al fatto che la Cina continui a suscitare in tutto il mondo denunce rispetto alle sue politiche nella regione dello Xinjiang, dove, secondo Amnesty International, quasi un milione di musulmani uiguri sono detenuti nei campi di lavoro.

Il Dipartimento della Sicurezza interna degli Stati Uniti sostiene che i centri nello Xinjiang siano gestiti come ‘campi di concentramento’.

“I prodotti di cotone a buon mercato che si possono acquistare per la famiglia e gli amici durante questo periodo di regali – se provenienti dalla Cina – potrebbero essere stati fatti con il lavoro degli schiavi attraverso alcune delle più gravi violazioni dei diritti umani esistenti oggi nel mondo “, ha detto il Segretario del Dipartimento della Sicurezza Interna, Kenneth Cuccinelli.

Pechino ha difeso con fermezza la sua politica dicendo che i piani di formazione, i programmi di lavoro e una migliore istruzione hanno contribuito a debellare l’estremismo, accusando gli Stati Uniti di ‘fabbricare notizie false del cosiddetto lavoro forzato e di tentare di opprimere le attività economiche dello Xinjiang’.

Fonte: https://www.middleeastmonitor.com/20201204-us-blocks-xinjiang-cotton-imports-over-uyghur-slave-labour/

https://videos.files.wordpress.com/alQZyTgu/201204_trn_us-blocks-cotton-imports-xinjiang_cbm_1_dvd.mp4

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I diritti delle persone con disabilità in formati accessibili

I diritti delle persone con disabilità in formati accessibili

Le persone con disabilità devono conoscere i propri diritti

Nel 2014 si sono celebrati i dieci anni della legge sui disabili (LDis). Nello stesso anno è entrata in vigore in Svizzera la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (CDPD). Questi due eventi hanno offerto all’Ufficio federale per le pari opportunità delle persone con disabilità (UFPD) l’occasione per convertire in diversi formati accessibili alle persone con disabilità, in collaborazione con il Centro di competenza per le pubblicazioni ufficiali (CPU) della Cancelleria federale, i più importanti atti giuridici nazionali e internazionali che le concernono.

Nella lingua dei segni

Convenzione sui diritti delle persone con disabilità (CDPD)

Numerose persone non udenti hanno come «lingua madre» la lingua dei segni. Per questo motivo spesso faticano a capire testi più complessi scritti e/o letti ad alta voce. I video in lingua dei segni pubblicati in Internet permettono di eliminare le barriere nella comunicazione. Contenuti difficilmente comprensibili diventano così facilmente accessibili anche alle persone non udenti.

In linguaggio semplificato

Convenzione sui diritti delle persone con disabilità (CDPD) (PDF, 200 kB, 28.07.2015)

Legge sui disabili (LDis) (PDF, 284 kB, 28.07.2015)

Alcune persone faticano a capire le informazioni scritte, ad esempio perché presentano disabilità cognitive o difficoltà di apprendimento. L’uso del linguaggio semplificato permette di produrre testi che possono essere compresi facilmente. Questo tipo di linguaggio si fonda su regole linguistiche e redazionali particolari e su raccomandazioni tipografiche.

Documenti PDF senza barriere

Convenzione sui diritti delle persone con disabilità (CDPD) (PDF, 250 kB, 28.07.2015)

Legge sui disabili (LDis) (PDF, 131 kB, 28.07.2015)

Ordinanza sui disabili (ODis) (PDF, 123 kB, 28.07.2015)

Spesso gli screen reader – i programmi che «leggono» lo schermo utilizzati dalle persone non vedenti – non riescono a leggere i documenti PDF, poiché non sono stati redatti nel rispetto delle regole dell’accessibilità. Queste regole, infatti, permettono di produrre un file PDF senza barriere accessibile anche ai non vedenti e agli ipovedenti grazie ad appositi sistemi informatici. Questi sistemi – come il lettore di PDF VIP-PDF Reader concepito per i portatori di handicap visivi – estraggono il testo e lo riproducono su una superficie amichevole per l’utente. Qui può essere visualizzato a piacimento, modificando ad esempio il tipo, lo stile o la dimensione del carattere, il colore del testo o dello sfondo, la spaziatura dei caratteri o l’interlinea.

Fonte: https://www.admin.ch/gov/it/pagina-iniziale/diritto-federale/ricerca-e-novita/10-jahre-behig.html

Cosa vuol dire inclusione delle persone disabili?

Ognuno deve essere trattato in maniera eguale, così che le persone disabili abbiano gli stessi diritti e opportunità delle persone abili.

Chi sono le persone abili? Guarda questo video per scoprirlo.


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